Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

DIFFERENZE TRA LE AZIENDE E AGEVOLAZIONI SULLE CASE IN LEGNO

Buon giorno Architetto ho letto molti dei suoi articoli e devo ammettere mi sono stati molto utili nel valutare i vantaggi delle case in legno prefabbricate.
Vorrei sapere se puoi aiutarmi a sciogliere ulteriori quesiti.
Siamo bombardati da molte proposte di aziende nel settore; cosa differenzia (oltre al prezzo) l'una dall'altra??

Il mercato delle case in legno sta indubbiamente cambiando.
Sino a pochissimi anni fa si poteva scegliere tra poche aziende, in genere tedesche o austriache.
Le poche alternative italiane si trovavano in Trentino-Alto Adige, regione tradizionalmente legata al legno come materiale da costruzione.
Pur non assistendo ad una vera e propria esplosione del settore, l’evoluzione dell’edilizia nella direzione del miglioramento delle prestazioni energetiche e del minore impatto sull’ambiente delle costruzioni in tema di emissioni, utilizzo di energia per la realizzazione, riciclo dei materiali, ha portato ad un notevole interesse verso le case prefabbricate.
Molti soggetti appartenenti al settore delle strutture in legno (ma anche segherie e falegnamerie) hanno iniziato a realizzare case, così come tecnici o imprese di costruzioni tradizionali si sono inserite nel mercato, importando dall’estero o appoggiandosi a ditte locali.
Scegliere un’azienda di case in legno affidabile non è sempre facile, ma qualche suggerimento (…) credo di averlo fornito con oltre 370 articoli già pubblicati sul blog.
case-in-legno, case-legno
Quali sono le nuove tecniche da richiedere?

Non credo molto alle nuove tecniche.
Le case in legno devono durare nel tempo, isolare dal caldo, dal freddo e dal rumore, utilizzare materiali naturali.
L’azienda deve fornire adeguate certificazioni e marchi di qualità, garanzie costruttive tempi di realizzazione e costi certi, supporto al cliente prima, durante e dopo la fine dei lavori.
Telaio o xlam?  EPS o lana minerale?  Pvc o legno-alluminio?
Affidatevi ad un tecnico preparato che vi sappia supportare in queste scelte, ma non sono queste le priorità.

Il costo di una casa prefabbricata chiavi in mano, sembra aggirarsi intorno le 1.100,00 euro, quanto incide il costo delle pratiche necessarie permessi e platea?
Le case prefabbricate, oltre ad i vantaggi (non pochi) dei bassi consumi, dei costi certi, della velocità di realizzazione , consentono anche di ottenere delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico!?!?

1.100 €/mq è un po’ pochino per le case in legno a basso consumo. 
E’ molto più realistico pensare a 1.400 €/mq per un chiavi in mano, corredato di impiantistica moderna ed efficiente e finiture di buon livello.
I costi accessori non sono pochi e comprendono la platea (o scantinato), i costi tecnici, e gli oneri comunali, senza dimenticare le aliquote IVA.
La determinazione di tali spese va fatta caso per caso (soprattutto per gli oneri) e non è di semplice determinazione.
Non sono rari i comuni che concedono bonus volumetrici e sconti sugli oneri in presenza di un significativo risparmio energetico, certificato dall’attestato di qualificazione energetica.

QUALE LEGNO PER LE CASE PREFABBRICATE?

Gentile Architetto, da alcuni mesi sono un'entusiasta lettrice del suo blog, ho appena acquistato il suo libro sulle case in legno online e sono certa che non ne rimarrò delusa.
Con mio marito stiamo pensando di costruirci una casa in legno, abitiamo in provincia di Genova e a quanto ho letto Lei non segue da vicino progetti così lontani dal suo luogo di lavoro.

Cantieri troppo lontani penalizzano la qualità del lavoro e richiedono un dispendio di energie enorme, non compatibile con l’attività quotidiana professionale.
So per certo che Genova è ricca di architetti tradizione, in grado di fornire tutto il supporto tecnico necessario per seguire progetto e lavori della casa in legno della lettrice.

Avrei perciò alcune domande da porle via email, se fosse così cortese da potermi dedicare un po' di tempo.
Sono particolarmente dubbiosa riguardo al problema della durabilità della casa.
A prescindere dalla qualità dei materiali (che mi auguro sia buona nel caso di ditte serie e affidabili), leggevo che l'abete (rosso e ancor meno bianco) non è così durevole nel tempo e più soggetto di altre essenze (il larice?) agli attacchi degli insetti.
La maggior parte delle aziende che ho contatto sinora però sponsorizza proprio l'abete bianco come proprio materiale costruttivo.
Cosa ne pensa? Ci sono delle zone della casa che è meglio richiedere in larice e altre che si possono costruire più tranquillamente in abete?

L’abete bianco è un materiale piuttosto tenero e nodoso, certamente non idoneo per realizzare edifici robusti e durevoli, ma ciò non è assolutamente vero per l’abete rosso. Questo materiale, opportunamente selezionato e stagionato, ha notevoli pregi che lo rendono ideale per la realizzazione di strutture portanti, tanto in forma massiccia, quanto lamellare.
Solo per rendere l’idea, le travi lamellari in abete possono coprire, senza pilastri intermedi, luci di oltre 100 metri.
Non mi risulta peraltro che aziende italiane, austriache o tedesche utilizzino l’abete bianco.
CASE-DI-LEGNOIl larice, al contrario, è un’essenza molto robusta, ma, a causa dei costi molto più alti dell’abete rosso, viene utilizzato preferibilmente per realizzare le finiture (come i pavimenti e le porte) e non come materiale propriamente strutturale.
 
Le case in legno sono ristrutturabili?
Intendo dire: ogni qualche decina d'anni una casa in muratura richiede interventi di manutenzione straordinaria che ne prolungano la vita anche di parecchie generazioni (la classica casa da lasciare a figli e nipoti), è così anche per le case in legno?
Glielo chiedo soprattutto in relazione al fatto che, come scrive spesso sul blog, il costo di una casa in legno di qualità non è di certo inferiore a quello di una in muratura e quindi mi chiedevo se si può considerare un investimento per il futuro.

Le case prefabbricate sono corredate di libretto d’uso e manutenzione.
Tali interventi vanno regolarmente effettuati e ne prolungano la durata negli anni.
La vita di una casa di legno è assolutamente comparabile con quella di un’abitazione in muratura ed è di circa 100 anni, rendendo queste costruzioni (corredate di un certificato energetico di rilievo) un investimento di valore nel tempo.
Le case prefabbricate sono ristrutturabili senza alcun problema, qualora si rendessero necessarie modifiche distributive e/o funzionali, adeguamenti impiantistici o interventi di ripristino sul fabbricato.

Mi sono imbattuta in una ditta, che interessava per il fatto che costruisce solo con legname della foresta di Fiemme.
Cosa ne pensa?
E' un legname particolare, che giustifica il costo aggiuntivo rispetto ad altre aziende?

L’abete rosso della Val di Fiemme è particolarmente pregiato per le venature estremamente regolari e l’assenza di difetti e nodi, che lo ha reso giustamente famoso per la realizzazione di strumenti musicali di altissimo pregio, come i celeberrimi violini “Stradivari”.
Tali caratteristiche lo rendono chiaramente ideale per la realizzazione delle strutture portanti delle costruzioni in legno come le case prefabbricate a basso consumo.

CASE IN LEGNO A TELAIO VS XLAM

LA SCELTA DI COSTRUIRE IN LEGNO LA PROPRIA ABITAZIONE METTE A DISPOSIZIONE NOTEVOLI VANTAGGI RISPETTO ALLE SOLUZIONI TRADIZIONALI, UNA VOLTA VERIFICATONE LA FATTIBILITA’ TECNICA RISPETTO ALLE CARATTERISTICHE DELL’EDIFICIO.

Non sempre infatti le case in legno rappresentano la soluzione più indicata e, in molti casi, conviene costruire l’edificio in muratura, soprattutto in presenza di vincoli e preesistenze da mantenere (costruzioni in aderenza o a schiera) o per fabbricati di piccole dimensioni.

Mi trovo a dover costruire una casa in legno, a L'Aquila, dato che la casa acquistata, in seguito al terremoto, è da abbattere.
Fino a poco fa ero molto convinto delle case a telaio, ma dopo aver parlato con alcune persone dell'XLAM, mi sto ricredendo sulla tipologia di costruzione.
La casa è una villetta bifamiliare di complessivi 300 mq, ha il seminterrato e un po' di giardino su tutti i lati. Ha una buona esposizione (orientamento SSO) ed è affiancata da altre due villette che tolgono un po' di sole al mattino e alla sera (circa 1 ora).

I miei dubbi riguardano:
  • la differenza di isolamento delle due tipologie di costruzione (più o meno facilità che si creino delle fessure);
  • la manutenzione necessaria negli anni successivi alla costruzione;
  • il rischio di imbarcarsi di alcune parti (maggiore nel telaio che nell'XLAM?)
  • vantaggi e svantaggi tra i due sistemi.
case xlam, case legno xlam
La casa avrà la VMC, riscaldamento con caldaia a legna e 3 pannelli per il solare termico con puffer da 400 lt per l'ACS e 1.500 lt per il riscaldamento a pavimento radiante (sto valutando l'ipotesi dell'impianto in rame invece del pvc).
Sostanzialmente ho ricevuto due preventivi quasi uguali tra telaio e XLAM (circa 30 €/mq in più su quest'ultimo).
Che cosa mi consiglia?
Non son riuscito, ad oggi, a trovare informazioni sufficienti.

La zona altamente tellurica rende valide entrambe le soluzioni costruttive.
In tutti i casi le strutture in legno e di fondazione andranno calcolate tenendo conto della classificazione, che prevede per L’Aquila la zona 1 ad alta sismicità (PGA oltre 0,25g).
Dal punto di vista termico, entrambe le pareti sono valide, ricordando che (a livello assolutamente generale) le prestazioni energetiche del telaio sono superiori nei mesi freddi, grazie al migliore isolamento termico, mentre d’estate le pareti massicce sono più performanti, offrendo uno sfasamento superiore.
Chiaramente molto dipende dalle caratteristiche delle specifiche pareti come il tipo di pannelli impiegati (materiali, densità), dagli spessori e dalla stratificazione.
Si può certamente affermare che entrambe le strutture siano consigliabili per la zona specifica di intervento e che la scelta debba essere basata su molteplici fattori, non ultimo il prezzo.
Qualora i valori termici siano vicini tra loro, l’affidabilità garantita dell’azienda di case in legno mi sembra peraltro un aspetto ben più importante della trasmittanza.
Reperire dati approfonditi sulle case in legno a basso consumo non è sempre facile, poiché gran parte del materiale è costituito da informazioni commerciali.
Per chi si avvicina alle case prefabbricate consiglio infine la lettura del mio libro “Guida alle case di legno” acquistabile nelle librerie od ordinabile direttamente sul sito dell’editore Terra Nuova Edizioni.

LA VELOCITA’ DELLE CASE PREFABBRICATE

I TEMPI DI COSTRUZIONE ASSAI RIDOTTI RISPETTO AI CANTIERI IN OPERA TRADIZIONALI SONO UNO DEI PRINCIPALI VANTAGGI DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE.

Di quanto tempo necessita il cantiere delle case in legno?
La durata dei lavori dipende innanzitutto dalla tipologia di costruzione (villetta bifamiliare, case a schiera, piccoli condomini) e dall’entità delle opere da realizzare.
Se l’edificio viene ancorato su di una semplice platea le opere di fondazione saranno eseguite in un tempo più breve rispetto ad un piano scantinato.
Scegliendo un livello “chiavi in mano” l’ottimizzazione delle tempistiche permette di guadagnare almeno un mese rispetto ad una costruzione completata dal cliente per conto proprio, in quanto la ditta di case in legno è in grado di organizzare il cantiere con estrema efficienza.
Tale contrazione delle tempistiche comporta infatti un certo risparmio (ed un conseguente maggior vantaggio economico) per il costruttore.
Le case prefabbricate vere e proprie vengono realizzate per la maggior parte in stabilimento.
case_di_legnoIn questa fase i lavori subiscono uno stop sul cantiere, ma proseguono celermente all’interno della fabbrica, producendo ed assemblando il materiale che verrà montato in pochi giorni sulla platea precedentemente realizzata.
Le case in legno in opera prevedono tempi costruttivi un po’ più lunghi, in quanto l’accorpamento dei vari elementi avviene manualmente, senza l’ausilio di macchinari che agevolano le operazioni.
Di contro, il cantiere non viene fermato per un paio di mesi come avviene con le case prefabbricate, ma può proseguire con continuità.
Una volta montato il grezzo, le lavorazioni successive vengono effettuate velocemente, soprattutto se le predisposizioni impiantistiche (elettrico, idraulico, riscaldamento, eventuale ventilazione) sono già presenti all’interno delle pareti, come nelle case prefabbricate.
Ipotizzando un caso pratico, per una villetta unifamiliare ancorata su una semplice platea (il principale target delle aziende di case di legno) possiamo calcolare le seguenti tempistiche, dall’inizio dei lavori sino alla consegna delle chiavi:

CASE TRADIZIONALI IN MURATURA – 12/15 mesi

CASE IN LEGNO IN OPERA – 8 mesi
1 mese per le opere di fondazione
1 mese per produrre gli elementi
3 mesi per le opere al grezzo
3 mesi per completare i lavori

CASE PREFABBRICATE – 6 mesi
1 mese per le opere di fondazione
2 mesi per produrre ed assemblare gli elementi
3 mesi per montare l’edificio e completare i lavori

CASE IN LEGNO E BIOEDILIZIA

ACQUISTARE UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO PRESUPPONE DI COMPRENDERE A TUTTO TONDO LE POTENZIALITÀ DI QUESTA TECNICA COSTRUTTIVA E VALORIZZARLE PER OTTENERE IL MASSIMO DELLE PRESTAZIONI, NON SOLO ENERGETICHE.

Quando si parla di bioedilizia, ci si riferisce alle caratteristiche costruttive dell’edificio, alla sua composizione, ai materiali con cui è realizzato.
È senz’altro un approccio etico, nel senso che affronta il tema del rispetto ambientale e della sostenibilità della costruzione, in rapporto sia alle sostanze in essa contenute, che al processo di produzione e alle emissioni in atmosfera prodotte durante il suo utilizzo.
Inoltre, grande importanza viene attribuita alla salubrità dell’edificio rispetto ai propri occupanti, per cui nel fabbricato non devono essere presenti materie di sintesi petrolchimica ed emessi vapori nocivi o tossici, il microclima degli ambienti interni deve risultare confortevole, la costruzione traspirante, senza umidità o presenza di polveri e muffe.
Molte delle costruzioni in legno presenti sul mercato soddisfano i criteri sostanziali della bioedilizia, garantendo un elevato standard qualitativo e rispondendo in pieno alle richieste di benessere ambientale e costruzione ecologica.
La cultura costruttiva dei paesi in cui hanno avuto origine le case in legno, da sempre utilizza questo materiale nel rispetto della sostenibilità ambientale, con processi produttivi economici ed ecologici.
CASE IN BIOEDILIZIA IN LEGNO
La bioarchitettura rappresenta un passo in avanti, poiché con essa ci si pone l’obiettivo di “dare forma” e qualità alla bioedilizia.
Dove quest’ultima si limita ad affrontare il tema dal punto di vista tecnico-costruttivo, la bioarchitettura si pone lo scopo di andare oltre, grazie agli strumenti del pensiero e dell’architettura appunto, per fornire con la progettazione una sintesi tra l’aspetto tecnico della bioedilizia e il contesto urbano.
Il ruolo dell’architetto è preminente, in quanto la bioedilizia rappresenta la materia “grezza” da manipolare a livello progettuale.
La conoscenza tecnica è basilare poiché le case in legno possono raggiungere rendimenti energetici elevati se valorizzate da una pianta compatta e ben orientata, da una disposizione razionale degli ambienti, da un accorto utilizzo delle vetrate e delle schermature solari, da un’impiantistica adeguata e tagliata “su misura” sull’abitazione e sullo stile di vita del cliente.
Affrontare tutto ciò in maniera superficiale o ignorare i basilari principi della bioarchitettura corre il rischio di diminuire gran parte del potenziale a nostra disposizione.
Un approccio lineare al progetto è senz’altro preferibile alla ricerca dell’insolito a tutti i costi e, se è inevitabile per il committente desiderare che la propria casa appaia esclusiva e ricercata, il tecnico ha la responsabilità di indirizzare le scelte verso soluzioni coerenti ed appropriate.
Il progettista deve possedere una buona conoscenza dei principi della bioclimatica, della bioedilizia e delle case prefabbricate.
Un tecnico tradizionale può redigere un buon progetto, a patto di condividere la scelta del committente.
Non basta tuttavia adattare al legno un progetto pensato per la muratura. 
Le case in bioarchitettura nascono sin dall’idea iniziale e vanno curate nel minimo dettaglio per perseguire nella forma e nella materia il traguardo di un piccolo pezzo di città sostenibile e autosufficiente.

L’AUMENTO PREZZI DELLE CASE IN LEGNO

IN MOLTI ARTICOLI SI POSSONO TROVARE ALCUNE INDICAZIONI RELATIVE AI PREZZI PRATICATI DAI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO.
PUR CONFERMANDO L’ATTUALITA’ DELLE TEMATICHE TRATTATE, VA EVIDENZIATO UN GENERALE AUMENTO DEI COSTI, CHE RENDE NECESSARIA QUALCHE PRECISAZIONE.

I costi delle materie prime sono aumentati notevolmente negli ultimi anni.
I prezzi unitari di legno, ma anche di cemento, acciaio e rame hanno risentito fortemente dell’andamento dei mercati e del petrolio.
Costruire in edilizia tradizionale è più costoso rispetto ad un paio di anni fa, con incrementi vicini al 10%, proprio a causa del maggiore impatto dei materiali utilizzati per eseguire le strutture.
Le case prefabbricate utilizzano il legno per la realizzazione delle pareti interne ed esterne, per i solai e la copertura, gran parte degli isolamenti (fibra di legno) gli infissi esterni, i serramenti interni e molte finiture (pavimenti e battiscopa).
Il legname da costruzione al metro cubo costa mediamente il 10% in più rispetto a due anni fa, così come sono cresciuti i costi per i trasporti, a causa dell’aumento del gasolio per autotrazione.
I listini prezzi dei costruttori di case in legno relativi al “chiavi in mano” sono mediamente aumentati del 10%, al pari dell’edilizia tradizionale, passando da 1.300-1.500 €/mq a 1.450-1.650 €/mq.
In tempi di crisi economica non è certo una buona notizia, imponendo una grande attenzione nella determinazione del progetto (forma, dimensione, scelte tecniche).
Come ribadito spesso, un progetto correttamente concepito per il legno può abbassare di molto la spesa, soprattutto se indirizzato verso un capitolato standard e scelte intelligenti, dimensionando l’impiantistica sull’effettivo fabbisogno termico.
Risparmiare è possibile, senza sacrificare la qualità costruttiva e l’efficienza energetica dell’edificio, magari optando per un livello di finitura inferiore al chiavi in mano, compreso di impiantistica elettrica ed idrotermosanitaria.
Realizzando le finiture per conto proprio è possibile risparmiare parecchio, in quanto i costruttori di case in legno applicano un inevitabile guadagno di impresa su queste voci.
Gran parte delle case prefabbricate realizzate nel nostro territorio potrebbero costare meno se si comprendesse che gli edifici in legno richiedono un approccio differente dalle costruzioni in muratura, tanto per le caratteristiche del materiale, quanto per le diverse prestazioni energetiche dell’involucro.
Se si opta per un importante produttore di case prefabbricate, si deve accettare qualche vincolo dovuto al processo di realizzazione industriale che limita le possibilità di personalizzazione dell’edificio, a fronte di un elevato standard qualitativo.
Come progettista, ritengo sia indispensabile iniziare con un’adeguata programmazione, ponendo l’obiettivo di rientrare in un determinato budget di spesa e fissando dei “paletti” su cui impostare il progetto vero e proprio.
Devono essere computate tutte le spese, oltre all’acquisto della costruzione vera e propria.
Può risultare utile effettuare una pre-selezione delle aziende e dei sistemi strutturali, per limitare al massimo l’adattamento e rientrare negli standard costruttivi. 
Se il cliente predilige l’x-lam al telaio, tale aspetto dovrebbe incidere sulle scelte progettuali,  così come una casa in legno originariamente ideata per la muratura risulterà un inevitabile compromesso e costerà molto di più.

STRUTTURA E RISCALDAMENTO DI UNA CASA IN LEGNO

MEGLIO LE PARETI MASSICCE O A TELAIO? VOLENDO STACCARSI DALLA RETE GAS, QUALI SONO LE SOLUZIONI PIU’ IDONEE PER SCALDARE LE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO?

Sto per realizzare la mia nuova casa in legno in Veneto e ho già interpellato varie ditte di case prefabbricate.
Vorrei sostanzialmente chiederLe due informazioni:
La prima riguarda "l'ossatura", ovvero pannelli x-lam o telaio?
Anche ricordando che dove sorgerà la casa è una zona abbastanza umida.
La seconda invece riguarda il riscaldamento.
Molti (anzi tutti) mi propongono la pompa di calore con sistema radiante, mentre io invece sto valutando e sempre più spingendo per un impianto a riscaldamento con fibra di carbonio, ovvero elettrico, supportato dai pannelli fotovoltaici.


Le case in legno a basso consumo energetico abbinano una struttura in legno portante a pannelli isolanti di elevato spessore e capacità coibente.
I sistemi a telaio risultano generalmente più performanti proprio per la possibilità di inserire l’isolamento tra i montanti e non solo prima o dopo il pannello.
CASE-IN-LEGNOLe strutture massicce garantiscono un elevato sfasamento termico d’estate, ma, se la parete è correttamente concepita, non vi sono sensibili differenze percettive tra due edifici in legno di diversa concezione.
La scelta dipende dal budget e da aspetti progettuali riferibili allo specifico intervento (non certo dall’umidità più o meno accentuata della zona).
La scelta del riscaldamento di una casa in legno prefabbricata deve essere tarata sui consumi effettivi, solitamente bassi e limitati ai “picchi” di freddo stagionali, comunque possibili, soprattutto nelle zone caratterizzate da nebbie e foschie invernali.
Se l’esigenza è l’indipendenza dalla rete gas, ipotizzando prezzi sempre maggiori di questo combustibile e bollette in crescita esponenziale per gli utenti, le soluzioni impiantistiche sul mercato delle pompe di calore appaiono efficienti e mature.
I prezzi sono mediamente più elevati rispetto all’abbinamento caldaia a gas – pavimento radiante, ma il ritorno economico negli anni è sufficientemente interessante.
Le pompe di calore consumano elettricità e vanno abbinate a pannelli solari fotovoltaici, che aggravano l’investimento iniziale da sostenere, ma garantiscono un ulteriore risparmio nel tempo, eliminando il costo della bolletta elettrica.
I pavimenti radianti elettrici sembrano interessanti, considerando la spesa iniziale davvero ridotta, ma il rendimento termico risulta piuttosto modesto, elevando i consumi di elettricità necessari al riscaldamento di un’abitazione.
In ogni caso è necessario un calcolo termico preciso dell’edificio per stabilire la convenienza dell’uno o dell’altro sistema impiantistico.
Ricordiamo sempre che le costruzioni in legno consumano poca energia e che una corretta progettazione può migliorare ulteriormente le prestazioni passive dell’involucro edilizio.

REALIZZARE UNA CASA IN LEGNO

Buona sera architetto , vivo assieme a mia moglie in una casa di proprietà in una zona tra La Spezia e le Cinque Terre e quindi abbastanza montuosa o piena di dislivelli.
Per una serie di coincidenze , all'apparenza negative ma per noi fortunate , avremo a disposizione dei soldi che abbiamo deciso di investire per migliorare la nostra attuale casa .
Il percorso che abbiamo pensato è questo:
 
Con i soldi acquistare un terreno nei dintorni, con la possibilità di edificazione;
Contattare aziende di case in legno con caratteristiche di risparmio energetico e salubrità dell'abitare;
Chiarire il punto di equilibrio tra i nostri desideri e le possibilità offerte;
Mettere in vendita la nostra casa per avere i soldi per la costruzione della prossima casa dei sogni , per poter fare il "cambio casa" nei brevi tempi di costruzione delle case in legno.
Secondo lei quali parametri dobbiamo tenere in prima fila nella ricerca del terreno?
A volte può capitare un occasione che però ha anche risvolti "negativi" o controindicazioni per una costruzione in legno.
Essendo del tutto ignoranti della materia come possiamo comportarci nel primo passo della ricerca?
Certo non possiamo, ogni volta che troviamo un terreno, contattare le varie aziende per farci dire quali caratteristiche deve avere il terreno stesso per accogliere la casa.
case-in-legno, case-prefabbricate
L’acquisto del terreno è senz’altro il primo passo da compiere, poiché ritengo che il progetto debba essere pensato per il luogo in cui sorgerà l’edificio.
Le caratteristiche del lotto non differiscono da quelle di un qualsiasi terreno edificabile.
La costruzione di una casa in legno segue un percorso molto simile a qualsiasi fabbricato tradizionale in laterocemento, almeno nelle prime fasi.
Contemporaneamente io comincerei a raccogliere informazioni, operando una prima selezione delle aziende. 
Il settore delle case in legno è ricco di proposte e ci vorrà tempo per individuare un costruttore adeguato alle nostre specifiche esigenze.
Alcune ditte di case prefabbricate offrono soluzioni a catalogo a prezzi interessanti, che possono fornire spunti ed idee cui attingere se ci rivolgeremo ad un progettista.
Acquistato il terreno, daremo incarico ad un tecnico per redigere il progetto ed ottenere i permessi edilizi.
Nel frattempo andrà messa in vendita la vecchia abitazione, ricordando che tra il rilascio della concessione e l’inizio dei lavori non dovrà passare oltre un anno di tempo, pena la decadenza delle autorizzazioni.
Nel frattempo, possiamo guadagnare tempo firmando il contratto con la ditta di case prefabbricate scelta e richiedendo di campionare l’abitazione.
Dalla campionatura all’avvio vero e proprio del cantiere possono passare anche due o tre mesi, per cui si dovrà programmare attentamente il piano dei lavori, in base alla tempistica stimata dal costruttore.

CONDOTTE E PLUVIALI NELLE CASE IN LEGNO

L’IMPIANTISTICA DELLE CASE IN LEGNO PUO’ INCLUDERE CALDAIE, STUFE, CAMINI E PERTANTO SI DOVRANNO PREVEDERE UNA O PIU’ CANNE FUMARIE, CHE ANDRANNO POSIZIONATE CORRETTAMENTE.

Proseguo nello studiare il suo prezioso testo, però non capisco l'inciso a pagina 119, ovvero: "Vanno tuttavia evitate le perturbazioni termiche all'involucro edilizio, spostando, ad esempio, le canne fumarie all'interno o all'esterno"
Potrebbe spiegarmi meglio il concetto?

Quando esterno e quando interno?
Quindi il concetto vale anche per eventuali pluviali occulti?

Perchè nell'architettura di casa mia non gradirei quelli a vista.

Grazie per il “prezioso testo” (più modestamente lo considero una guida per tutti, utile e completa per affrontare il settore delle case prefabbricate).
La parete esterna delle case in legno deve restare integra, senza interruzioni e discontinuità.

Nelle costruzioni edilizie tradizionali in muratura, le canne fumarie sono quasi sempre posizionate all’interno del muro perimetrale, ubicazione non accettabile nelle case in legno, in quanto causerebbero un ponte termico importante, con un inevitabile dissipazione del calore.
CASE-PREFABBRICATE, CASA-PREFABBRICATAPer questo motivo le uniche soluzioni possibili prevedono il montaggio della canna all’interno della pianta dell’edificio (anche in prossimità della parete esterna) o all’esterno (sarà necessario un foro nella parete per il collegamento con la caldaia o il camino mediante una tubazione, generalmente in acciaio).
Entrambe le soluzioni sono possibili e dipendono da fattori squisitamente progettuali, anche se vanno preferite le canne fumarie posizionate all’interno dell’edificio.
Il principio dell’integrità dell’isolamento va esteso a qualsiasi impianto o conduttura di una certa sezione, compresi i pluviali di scolo dell’acqua piovana.
In questo caso le soluzioni alternative sono poco consigliabili, poiché legno ed acqua non vanno d’accordo ed è sempre preferibile eliminare ogni rischio di infiltrazione, tanto dal basso, quanto dall’alto.
Le barriere antiumidità vanno sempre previste e posate con cura, ma non si deve commettere l’errore di affidare la protezione dall’acqua alle guaine, poiché negli anni tendono a divenire più fragili e meno efficaci.
Le case di legno vanno costruite con attenzione, comprendendone le caratteristiche, apprezzandone i vantaggi e accettandone i limiti.

FACILITAZIONI PER LE CASE IN LEGNO

QUAL’E’ L’ITER PER OTTENERE I PERMESSI DEGLI EDIFICI IN LEGNO?
SERVONO I PERMESSI?
E’ PIU’ FACILE COSTRUIRE UN FABBRICATO IN BIOEDILIZIA COME LE CASE PREFABBRICATE?

Io e mio marito viviamo a Milano, in zona peri-centrale, in una abitazione con giardino.
Abbiamo 3 bambini e una casetta molto piccola (al momento noi dormiamo in sala).
Inoltre, vorrei portare a casa nostra mia madre che è anziana e vive a Parma.
Abbiamo una certa urgenza di "allargarci", proprio a causa di mia madre, che non sta bene ed è da sola.
Ci piace molto l'idea di allargare casa, sovrapponendo alla struttura già esistente (una robusta costruzione primi '900 nata come magazzino) tutta una nuova zona in legno che comprenda anche la nuova copertura dell'intera struttura (vecchia + nuova).
Un grosso problema al momento è rappresentato dalle autorizzazioni necessarie, che probabilmente non dovremmo avere problemi ad ottenere, ma temiamo richiedano tempi molto lunghi.
Ci chiedevamo se per ampliamenti in legno (eventualmente prefabbricati) fosse più facile procedere.

Fatta eccezione per rarissimi casi, la costruzione di una casa in legno richiede le medesime autorizzazioni previste per qualsiasi altra costruzione in muratura, acciaio, laterocemento o calcestruzzo.
Chi si avvicina alle case in legno illudendosi di avere scovato un escamotage in grado di aggirare le norme urbanistiche ed i regolamenti edilizi, dovrà presto ricredersi.

case_in_legnoLe case prefabbricate vanno ancorate al suolo su una platea di fondazione (opportunamente calcolata in base alla zona sismica, ai carichi gravanti su di essa ed alle caratteristiche di portanza del suolo).
Le costruzioni in legno prefabbricate (o non) sono strutture permanenti, non sono smontabili, né spostabili.
Le case mobili sono destinate a campeggi e strutture turistiche stagionali e non possono sostituire le abitazioni e gli edifici per uso continuativo.
Qualsiasi destinazione non autorizzata costituisce a tutti gli effetti un abuso edilizio (non prendo in considerazione le amministrazioni che chiudono due occhi di fronte allo scempio del proprio territorio).
Le case in legno sono un’alternativa costruttiva alle costruzioni tradizionali, la cui scelta dipende dalle specifiche esigenze dell’acquirente, ma non offrono scorciatoie e scappatoie urbanistiche.
L’iter burocratico è il medesimo, ma non mancano i Comuni che incentivano la realizzazione di edifici con determinate caratteristiche (bioedilizia, risparmio energetico), concedendo bonus volumetrici o sconti sugli oneri di urbanizzazione e/o sul costo di costruzione.
Se decidiamo di realizzare in legno la nostra abitazione, raccogliamo dal principio tutte le informazioni necessarie a compiere una scelta consapevole.
Il blog mette a disposizione centinaia di articoli sull’argomento e persino i primi post pubblicati sono ancora attuali.
La mole di dati presente sul sito è davvero enorme e può essere utile allo scopo lo strumento “Cerca negli articoli”, ubicato in alto a sinistra.
Come per qualsiasi motore di ricerca, è sufficiente inserire il termine cercato (ed es. “pompa di calore”) per ottenere l’elenco di tutti gli articoli che trattano direttamente o in parte l’argomento.
Per chi avesse meno tempo a disposizione, consiglio infine la lettura del mio libro “Guida alle case di legno”, che condensa in un pratico manuale il materiale contenuto nel blog.

CASE IN LEGNO E RISCALDAMENTO A GAS

NON SOLO NELLE CASE IN LEGNO, LE MODERNE CALDAIE A CONDENSAZIONE A GAS NATURALE - IN GENERE METANO - ASSICURANO ALTI RENDIMENTI, SFRUTTANDO IL POTERE CALORICO LIBERATO DURANTE LA COMBUSTIONE, INCLUSO QUELLO DI EVAPORAZIONE CONTENUTO NEL VAPORE ACQUEO PRESENTE NEL GAS STESSO.

L’incremento relativo è pari a circa il 10% rispetto al grado di efficienza di una caldaia tradizionale a gas ad alto rendimento, che invece perde l’energia dell’evaporazione nei fumi espulsi.
In genere le caldaie tradizionali hanno una resa termica nell’impianto non superiore all’85% del calore generato in fase di combustione, a causa delle alte temperature dei fumi di scarico, che causano perdite di calore da camino e involucro (pari al 15%).
La minore temperatura dei fumi di una caldaia a condensazione limita queste perdite a circa il 5%, consentendo un rendimento complessivo pari al 105% circa.
Negli ultimi anni hanno avuto larghissima diffusione gli impianti a pannelli radianti abbinati alla caldaia, in sostituzione dei tradizionali radiatori.
Il motivo del successo degli impianti a pavimento va ricercato nel superamento dei difetti che caratterizzavano in passato i vecchi impianti di questo tipo, come la difficoltà di regolazione della temperatura, con conseguenti problemi di circolazione dell’aria, sensazione di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori.
Si trattava solitamente di sistemi centralizzati ad alta temperatura installati nei condomini, del tutto diversi dai moderni ed efficienti impianti a bassa temperatura attuali, che offrono elevati standard di comfort abitativo, abbinabili anche a impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabile come le caldaie a pellet e legna o le pompe di calore.
Il concetto di riscaldare gli ambienti dal basso risale addirittura agli antichi romani, che utilizzavano una raffinata tecnica costruttiva costituita da un pavimento rialzato e da intercapedini murarie perimetrali nelle quali circolava l'aria calda prodotta da un focolare ubicato nei locali inferiori dell'edificio. I vantaggi del ricorso a questo sistema, e non solo nelle case in legno, sono molteplici: cresce il benessere termico riducendo i consumi; l’ambiente si riscalda senza movimentare l'aria; aumenta la superficie utilizzabile degli ambienti senza il vincolo dei radiatori; non movimentando l’aria per conduzione, il pavimento non solleva polveri, in quanto opera per effetto radiante con ottimizzazione dei flussi e distribuzione ottimale del calore in tutta l’abitazione.
In questi nuovi impianti il calore è ceduto all'ambiente quasi interamente per irraggiamento, poiché l'intero pavimento diventa una superficie riscaldante, la cui ampiezza permette di abbassare la temperatura dell'acqua fino a 29° C (al massimo si arriva a 35° C).
Il risparmio ottenibile con la bassa temperatura di esercizio è tuttavia ridotto dai maggiori costi d’installazione e dalla difficoltà di intervento in caso di guasto alle serpentine o di modifiche all’impianto.
Vi sono anche altri aspetti da valutare rispetto a un efficace utilizzo dei pavimenti radianti nel caso delle abitazioni a basso consumo come le case in legno.
L’effetto radiante coinvolge tutto il pacchetto del solaio, che viene attivato per inerzia termica, trattenendo e rilasciando gradualmente il calore.
Questo significa che l’impianto funziona a bassa temperatura, ma praticamente sempre, mentre i tradizionali radiatori (se dotati di valvola termostatica) si disattiveranno una volta raggiunta la temperatura desiderata.
I locali maggiormente riscaldati dall’effetto del sole, come le stanze ubicate a sud, soprattutto in presenza di grandi vetrate, possono non richiedere calore e l’impianto potrebbe limitarsi a lavorare nei picchi invernali e nelle giornate di pioggia o nebbia, funzionando qualche ora per riscaldare i locali più freddi, come quelli rivolti a nord.
In ogni caso il radiatore, possedendo una minima inerzia termica, si attiva o si disattiva immediatamente, utilizzando l’energia quando strettamente necessario.
Il risparmio iniziale, dovuto al minor costo dell’impianto, potrebbe essere consolidato dalla minima richiesta di energia, dovuta all’ottimizzazione della risposta termica.
Le case prefabbricate richiedono poca energia e quel poco di calore necessario potrà quindi essere fornito efficacemente dai radiatori.
Al contrario, un riscaldamento a pannelli radianti, pur funzionando a bassa temperatura, comporterà un funzionamento pressoché continuo della caldaia, con minori possibilità di termoregolazione.
È fondamentale prevedere un termostato per ogni ambiente, suddividendo a settori l’impianto: in caso contrario, il rischio è l’eccessivo riscaldamento degli ambienti nelle giornate di sole o in presenza di camini o stufe funzionanti, dovuto alla difficoltà di diminuire la temperatura in poco tempo, pur restando validi tutti i vantaggi prima descritti.
Non ultimo, è necessario valutare lo stile di vita degli occupanti stessi e l’utilizzo che verrà fatto dell’edificio.
Se i proprietari vivono all’esterno la maggior parte del tempo, o se il fabbricato non è utilizzato in modo continuativo, è senz’altro consigliabile un impianto di tipo tradizionale, mentre un impianto a pavimento potrà essere la soluzione più efficace nei casi in cui l’abitazione viene abitata tutto la giornata.
Il pavimento incollato direttamente sul massetto dovrebbe sempre garantire un rendimento termico superiore alla posa flottante, per la presenza di aria (isolante) nell’intercapedine di quest’ultimo; in questo caso si dovrebbe pertanto inserire un materassino ad alta conducibilità termica, per migliorare la trasmittanza e compensare il maggior isolamento.
Nelle case in legno, il carico termico è assai più alto rispetto a un edificio poco isolato, e questo riduce le differenze tra i diversi tipi di pavimento, sempre che si abbia l’accortezza di tarare correttamente l’impianto e di isolare la parte sottostante alla serpentina per evitare inutili dispersioni.

LOGGE E CASE IN LEGNO

PUR TECNICAMENTE REALIZZABILI, LOGGE E TETTI PIANI SONO UN SOLUZIONE COSTRUTTIVA ABBASTANZA DELICATA, NON AMATA DALLE AZIENDE DI CASE IN LEGNO A CAUSA DEI NOTEVOLI RISCHI DI INFILTRAZIONE D’ACQUA. 

Gentile architetto, le avevo già scritto qualche tempo fa ed ero convinta che in questo periodo avrei già potuto parlarle della mia esperienza di realizzazione di una casa in legno, ma, purtroppo, siamo ancora molto lontani dall’iniziare la costruzione.
Innanzitutto ho avuto problemi con il permesso a costruire in quanto mi hanno chiesto una variante per la copertura ed a breve presenterò il nuovo progetto al Comune.
Si tratta di una costruzione su due livelli in località marina e in conformità con la tradizione locale mediterranea ho previsto un terrazzo accessibile da una scala esterna, avente come parapetto un muro intonacato rivestito di cotto superiormente.
A tal proposito recentemente ho letto di qualcuno che aveva avuto problemi con la realizzazione di un terrazzo, per le caratteristiche della guaina proposta (della tipologia a freddo), per lo scarico delle acque che ovviamente deve prevedere una pendenza verso l’esterno con una raccolta che immette in una condotta pluviale e infine per la posa in opera del pavimento (proposto della tipologia galleggiante).
Le ditte da me consultate non hanno sollevato alcun tipo problema, ma mi ha colpito che lo hanno sempre definito balcone in realtà si tratta di un terrazzo di circa 20 mq.
Inoltre una delle ditte mi ha consigliato di realizzare in muratura la scala esterna attraverso la quale si accede al terrazzo sito al primo livello e di affiancarla successivamente alla costruzione in legno, pertanto mi chiedo se il collegamento tra le due strutture potrebbe costituire un punto debole della struttura.

La principale problematica delle logge e dei tetti piani (quelli “realmente” orizzontali) è la difficoltà di pendenziare correttamente massetti e pavimentazioni, affidando alle sole guaine impermeabizzanti la tenuta all’acqua.
Le case in legno soffrono particolarmente le infiltrazioni, che possono bagnare gli isolanti termici che, nel caso della fibra di legno (materiale tra i più utilizzati dalle ditte di case prefabbricate) possono addirittura sviluppare muffe e fenomeni di deperimento.
Le piccole infiltrazioni non sono sempre evidenti e non necessariamente causano macchie di umidità sulle pareti, ma i danni restano comunque gravi e non solo dal punto di vista delle prestazioni energetiche (un isolante bagnato diminuisce drasticamente le proprie capacità coibenti).
Il rischio è direttamente proporzionale alle dimensioni della terrazza, poiché una profondità eccessiva rende poco efficace lo scorrimento dell’acqua sulla pavimentazione.
Nel caso delle logge è buona norma prevedere la copertura dell’intera superficie con il tetto, limitando la quantità di acqua che andrà a bagnare la pavimentazione.
I tetti piani non praticabili possono essere sostituiti da coperture lievemente inclinate (non percepibili dall’esterno), salvaguardando l’effetto architettonico della costruzione.
I tetti piani praticabili appaiono una tipologia di copertura poco indicata per le case in legno, in genere non realizzabile da parte delle maggior parte delle ditte a causa dell’impossibilità di garantirne la tenuta all’acqua negli anni.
Le grande aziende di case prefabbricate (ma non solo) offrono lunghe garanzie sui difetti costruttivi dell’edificio che arrivano sino a 30 anni (il triplo di quanto previsto per legge), ma devono essere soddisfatte tutte le condizioni richieste, eliminando all’origine i rischi di infiltrazioni e risalite di umidità, tanto dal basso, quanto dall’alto.

COSA CHIEDERE ALLE DITTE DI CASE IN LEGNO

LE FIERE, IN PARTICOLARE QUELLE SPECIALIZZATE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO O DELLA BIOEDILIZIA, POSSONO ESSERE UN’INTERESSANTE LUOGO DI REPERIMENTO DELLE PRIME INFORMAZIONI, MA E’ IMPORTANTE AVERE LE IDEE CHIARE.

Possiedo un seminterrato predisposto per la costruzione di una casa bifamiliare su tre piani.
Quali sono le tre - quattro domande fondamentali da fare alle varie aziende di case in legno, per capire come lavorano, magari in occasione di una fiera?
Mi rendo conto che la mia è una richiesta un po' vaga, dato che sarebbero mille le domande da porre, anche se molte risposte le ho avute dal suo blog.
Il mio secondo dubbio è questo: girando per i vari siti di case prefabbricate, le proposte standard per abitazioni bifamiliari sono relative ad edifici su due piani fuori terra (giorno al pianterreno e notte al primo piano).  Io preferisco un piano unico ed il progetto del nostro tecnico prevede una casa a due piani, uno per ogni famiglia, più mansarda con locali tecnici.
Vorrei sapere se la casa prefabbricata si può realizzare così o se sarebbe meglio seguire le proposte delle aziende.


Il primo incontro deve avere uno scopo puramente informativo.
Ogni azienda presenta punti di forza e limiti, legati alla filosofia aziendale.
Possiamo portare con noi il progetto, per sottoporlo ad un primo giudizio di fattibilità.
case prefabbricate
La richiesta di un preventivo dovrebbe essere preceduta da una ricerca delle prime informazioni, evitando di consegnare la piantina in tutti gli stand.
Come ripetuto spesso, vanno evitati i preventivi “a pioggia”, il cui unico effetto sarà di confondere ulteriormente le idee al cliente, comportando un inutile carico di lavoro per gli agenti e gli uffici delle varie ditte di case in legno.
Il mio consiglio è di limitare l’indagine a pochi punti salienti:

IL SISTEMA COSTRUTTIVO
Le pareti possono essere intelaiate e/o massicce. 
Richiediamone la composizione, i materiali utilizzati, i valori termici, le eventuali variazioni rispetto allo standard di base (con i relativi sovrapprezzi).
Il tetto ed i serramenti esterni sono elementi dell’edificio di notevole importanza.
Facciamoci consegnare qualche scheda tecnica che ne illustri le caratteristiche.
Il tetto dovrebbe essere ventilato ed isolato con fibra di legno, mentre gli infissi dovrebbero essere offerti in vari materiali, con la possibilità di migliorarne l’isolamento termico (montando tripli vetri) e la classe di sicurezza.

L’AZIENDA
La ditta realizza direttamente le case o si appoggia a costruttori esterni?
E’ una ditta italiana o straniera?
Da quanto tempo opera nel settore delle case in legno a basso consumo?
Quante case vengono realizzate in Italia all’anno?
E’ possibile visionare qualche realizzazione o cantiere?
C’è un agente di zona a cui rivolgersi?
E’ importante comprendere “chi è” il nostro interlocutore e come opera, poiché dovrà essere in grado di seguirci in tutte le fasi successive.

IL PROGETTO
Tutte le aziende di case in legno realizzano i progetti personalizzati, ma solo alcune propongono edifici standard a catalogo (con questo dovrei aver risposto alla domanda del lettore).
Per quanto possa risultare poco significativo, richiediamo la fascia di prezzo in cui si posiziona l’azienda nei livelli di finitura “grezzo avanzato” e “chiavi in mano”.
Quanti anni di garanzia vengono offerti?
E’ possibile realizzare un abitazione prefabbricata “chiavi in mano”?
Che tipo di impianti vengono installati?
Che finiture vengono proposte e dove viene effettuata la campionatura?